Città dall’alto di Giovanni Raboni

Queste strade che salgono alle mura non hanno orizzonte, vedi: urtano un cielo bianco e netto, senz’alberi, come un fiume che volta. dei signori e dei cani. Da qui alle processioni che recano guinzagli, stendardi reggendosi la coda ci saranno novanta passi, cento, non di più: però più giù, nel fondo della città divisa in […]

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Risanamento di Giovanni Raboni

Di tutto questo non c’è più niente (o forse qualcosa s’indovina, c’è ancora qualche strada acciottolata a mezzo, un’osteria). Qui, diceva mio padre, conveniva venirci col coltello … Eh sì, il Naviglio e a due passi, la nebbia era più forte prima che lo coprissero … Ma quello che hanno fatto, distruggere le case, distruggere […]

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Contestazione di Giovanni Raboni

Una, improvvisamente s’alza dal letto dicendo "questo non si può fare", E s’agita, tira fuori roba dai cassetti nello spazio impiccato tra comò e attaccapanni, a momenti fa cadere la lampada, il catino – e fiera nelle sue scarpe davanti allo specchio dove affiora la nebbia, ogni tanto toccandoli col palmo della mano infone il […]

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