Occhi miei belli  di Ludovico Ariosto

Occhi miei belli, mentre ch’i’ vi miro,
per dolcezza inefabil ch’io ne sento,
vola, come falcon c’ha seco il vento,
la memoria da me d’ogni martìro;

e tosto che da voi le luci giro,
amaricato resto in tal tormento
che, s’ebbi mai piacer, non lo ramento:
ne va il ricordo col primier sospiro.

Non sarei di vedervi già sì vago
s’io sentissi giovar, come la vista,
l’aver di voi nel cor sempre l’imago.

Invidia è ben se ‘l guardar mio vi attrista;
e tanto più che quello ond’io m’appago
nulla a voi perde, ed a me tanto acquista.

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